Con quale faccia e quanta ipocrisia si fanno proclami! Se al mondo c'è contemporaneamente chi muore di fame e chi muore di infarto da obesità significa proprio che c'è qualcosa che non va. La palese ingiustizia non si risolve con la carità sul palcoscenico e le mille rapine di risorse e di dignità dietro le quinte. Che scoperta! Chiunque sa che bisogna praticare ogni bene ed evitare ogni male. Ma quanti ci riescono?
Aprite bene le orecchie, utopisti da strapazzo: con questi venti miliardi non imponete alle nazioni del terzo mondo gli stessi modelli occidentali di sviluppo. Insomma, non ricolonizzateli. Smettetela di rapinarli, piuttosto. Considerateli non solo come zone estrattive di risorse per la nostra industria e zone di sversamento della nostra spazzatura che noi non vogliamo vedere.
Primo, per rispetto etnico: perché non è detto che tutte le culture debbano raggiungere per forza gli stessi risultati dell'occidente (molte lingue non hanno nemmeno parole per esprimere il significato del sogno dell'uomo bianco); la dignità di queste culture è riuscire a farcela senza, come d'altronde è sempre successo prima dell'autoinvestitura missionaria di una parte di umanità che si ritiene la sola depositaria di ogni bene.
secondo, perché tutti quei dittatorelli e dittatoroni che oliano i processi di "sviluppo" nei loro paesi, a vantaggio delle corporation straniere e non delle loro popolazioni, sono la dimostrazione di come più sfruttamento e meno democrazia vigono, meglio questo "sviluppo" corre, quindi non vanno incoraggiati;
terzo, perché considerando la non illimitatezza del mondo, significativi aumenti di benessere dalla parte della bilancia dove c'è di meno dipendono sostanzialmente dalla diminuzione del peso sull'altro piatto.
Precisamente: il bene del terzo mondo siamo primariamente noi, coi nostri comportamenti, coi nostri stili di vita, con le nostre scelte responsabili. Qui ed ora. Non aiuti, non pesce, nemmeno insegnare a pescare alla nostra maniera. Si dimentica sempre che l'autosufficienza dell'Africa
era quasi totale, e nessuno moriva di fame, prima dell'avvento di certi
fenomeni pochi decenni fa. Annientare questi fenomeni è nelle nostre mani: sarà meno commovente e spettacolare ma più pratico e silenzioso rispetto al commiserare il bambino che soffre, inviargli un'offertina e poi tornare a consumare come imbecilli. La passerella aquilana, gli aiuti di Geldoff, di Gates, di Bono e quegli altri sono proprio lo show per gli spettatori (imbecilli).
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g8
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gizm0 il 10/7/2009 alle 16:38 | |